lunedì 18 giugno 2007

LA VITA, L'UNIVERSO E TUTTO IL RESTO...



Va bene. Ve la siete cercata. Vi beccate un interminabile post…e stiamo a vedere cosa succede…



“Ci sono più cose, Orazio, tra cielo e terra di quante i tuoi filosofi possano immaginarne…”
...fa dire Shakeaspeare ad Amleto nell’omonima tragedia.

Concetto, questo, sul quale concordo…per aggiungere subito che questo non significa che “strani episodi”, “fenomeni insoliti”, “cose inspiegabili”, debbano essere indagate partendo dal presupposto che si tratti di questioni che travalicano la natura per collocarsi in una sfera mistico/religiosa o simili.
Non è poi passato molto tempo da quando anche il fulmine era una manifestazione divina (era Zeus a scagliarlo, ricordate?) ed ancor meno da quando le strane pietre a forma di conchiglia che ogni tanto si trovavano arando i campi erano definite “scherzi di natura” ed attribuite ad una “Vis Vitae”, ad una forza vitale di origine altrettanto divina…mentre oggi ne spieghiamo chiaramente l’origine attraverso il procedimento di fossilizzazione.
Man mano che la scienza procede, per tentativi ed errori, ad interpretare la natura che ci circonda, i fenomeni che sino a ieri apparivano misteriosi ed arcani rivelano i propri segreti e si collocano in un disegno armonioso che siamo ancora lontani dal comprendere a fondo ma che, sempre meno, è costretto a tirare in ballo interventi consapevoli di qualche Esistenza Superiore.

Prima di lanciarmi in una piccola e modesta disanima della discussione lasciatemi dire una cosa che mi tocca: da parte degli “idealisti” (nel senso filosofico del termine) capita talvolta di tirare in ballo il mio amato Oriente come fonte di una maggior spiritualità, contrapposta al “materialismo” del nostro Occidente… il che è vero…ma si tende a dimenticare che l’Asia è anche il continente che ha dato i natali ad importanti sistemi filosofico-religiosi ricchi di quella spiritualità di cui si diceva, ma anche profondamente atei: non solo nel Buddhismo delle origini non è prevista alcuna esistenza di un dio, ma, anzi, una tale presenza sarebbe considerata deresponsabilizzante per l’individuo e, quindi, assolutamente negativa.

Qualcuno ricordava che Sherlock Holmes (grazie alla penna di Conan Doyle) sostiene che “eliminato l’impossibile ciò che resta, per quanto improbabile, è la verità”…ed io rammento anche il vecchio caro “rasoio di Occam”, che sostiene che, tendenzialmente, la spiegazione più semplice è quella giusta. Tuttavia il problema è proprio qui: come posso “eliminare l’impossibile” se non concordiamo su cosa sia possibile e cosa no? Come posso trovare la spiegazione più semplice se non ci accordiamo sul concetto di “semplice”?
A me alcune cose sembrano ovvie…per poi scoprire che, per un altro non lo sono affatto e che lui ritiene più probabili cose che ai miei occhi risultano assai poco credibili…
Farò un esempio sulla stregua di ciò che Spratz narra come suo “Primo Episodio”…

Torino, le tre di notte, Piazza Vittorio. Sto su una panchina ad interrogarmi su scelte decisive che mi attendono nella vita, pieno di dubbi, combattuto tra i pro ed i contro che sembrano equivalersi. Attraversando la piazza nella mia direzione mi si avvicina un barbone ubriaco che mi afferra per le spalle e bofonchia una serie di parole ingarbugliate tra le quali distinguo una frase: “Ci vuole un sogno!”
E’ fatta. Raggiungo una improvvisa “Illuminazione” e decido cosa fare nel mio futuro…

Ora: nella mia personale interpretazione ciò che è accaduto è semplice: il barbone seguiva i suoi etilici e confusi pensieri e borbottava per i fatti suoi; la mia particolare sensibilità di quel momento ha voluto vedere “un segno” in quelle parole perché avevo un disperato bisogno di una spinta in una o nell’altra direzione. Un giorno prima od uno dopo e quelle parole non avrebbero avuto significato né impatto e, anzi, me le sarei scordate dopo 5 minuti…
Lo stesso vale per i sogni. Immaginate di attraversare un mercato rionale e di vedere, durante questo transito, duecento persone. Cento novantanove sono illustri sconosciuti. Il duecentesimo è un vostro vecchio compagno di scuola. Tornando a casa racconterete: “Sai, al mercato ho visto Elio… Stava con una tipa , si è fatto crescere la barba, aveva un Rolex al polso…”
In realtà di persone continuate ad averne viste duecento, ma fissate nella memoria solo quella che ha per voi un valore emozionale.
Io posso sognare per duecento notti di seguito d’inciampare per le scale, ma, dato che il mattino dopo prendo l’ascensore, al sogno non attribuisco nessuna importanza e lo dimentico in breve tempo. Nella duecentounesima notte sogno che un cane mi morde la caviglia e, la mattina dopo, mi prendo una storta…ed ecco che il sogno “premonitore” mi si incide nel cervello ed acquista un significato…che sono io stesso ad attribuirgli. Se, invece, non mi prendo nessuna storta dimentico anche quello e aspetto… che, tanto, la statistica è dalla mia parte e, prima o poi, qualche attinenza salta fuori… se voglio crederci. Purtroppo voler contestare le statistiche è come voler mettere in discussione la matematica: vince lei, non c’è speranza…
Ma, come appunto si fa qualche volta in matematica, facciamo un ragionamento “per assurdo” o, se preferite, facciamo il vecchio gioco infantile del “facciamo finta che…”

Facciamo finta che, ad esempio, la signora in coda che consigliò a Spratz di “avere fede” non sia né una brava donna che ha notato gli inconsci segnali di disagio della giovane che le è accanto ed ha voluto bonariamente offrirle una parola di conforto, né una pia donna abituata a consigliare d’aver fede a tutti e sempre perché pensa che la fede risolva ogni cosa; facciamo finta che non sia stata Spratz a dare un significato a parole casuali (come quelle dell’ubriaco)… In questo caso cosa resta? Spratz non lo dice per un giusto e modesto riserbo ma, in questo caso, non resta che credere in un Messaggio che viene dall’Alto: la vecchia signora altri non era che un Angelo (dall’ebraico che significa, appunto, “messaggero”) venuta sulla Terra per aiutarla in un difficile momento della sua vita.
Badate: io so bene che alcune serie televisive americane ci stanno facendo abituare all’idea che gli Angeli sono tra noi con il compito di intervenire nelle nostre vite, ma, francamente, se così fosse davvero m’arrabbierei moltissimo!
Insomma! Ma davvero il Signore Creatore deve inviare i suoi messaggeri per (che so?) convincere un certo John Fergusson di Minneapolis a far la pace con la figlia prima di morire mentre, a morire nel mondo, sono migliaia di bambini ogni giorno?
Dove accidenti è l’angelo della bambina thailandese mentre si trova tra le mani di un bruto? E’ forse impegnato in una coda all’anagrafe per dare un buon consiglio a Spratz?

Preferisco credere nel caso e nella nostra interpretazione dello stesso, altrimenti i supposti Angeli mi diverrebbero veramente odiosi…

Sul fenomeno del “déja vu” è “deja” stato detto tutto: il cervello umano non è assolutamente in grado di distinguere le illusioni che esso stesso provoca. Basta una sonda capillare infilata in precisi punti della corteccia cerebrale per avere l’assoluta ed incrollabile certezza d’aver visto delle cose, sentito dei suoni o percepito degli odori e, anche senza sonde (che servono solo a provare praticamente la teoria) alcune reazioni chimico-elettriche possono alterare il nostro senso del tempo… e questo, in realtà, è in grado di per sé di spiegare perfettamente moltissimi “fenomeni” come le cosiddette “premonizioni” che altro non sono che delle “postmonizioni” retrodatate.
Non fidatevi di me: nelle librerie mediche specializzate trovate un’ampia ed indiscussa documentazione in merito…

Concordo invece perfettamente con Ska quando interpreta i sogni della cugina come elaborazione di dati inconsci: esiste nell’essere umano un “metasistema” di controllo che conosce in tempo reale ogni aspetto della nostra condizione psicofisica e che, più spesso di quanto non si creda, si manifesta attraverso i sogni che, in linguaggio simbolico, ci lanciano dei segnali di allarme o di rassicurazione. Questi sì, che sono “fenomeni” che vale la pena esplorare… ed infatti la psicoanalisi e la medicina neo-psicosomatica, attribuiscono grande importanza all’interpretazione dei sogni…

C’è poi una considerazione che vorrei fare, sperando di non urtare la suscettibilità di nessuno: il mio è un discorso generico, statistico, e non necessariamente riguarda qualcuno dei partecipanti a questa discussione…

Gli psicologi hanno da tempo evidenziato (con cifre difficilmente discutibili) la “categoria” di persone che ha avuto esperienze “extra-naturali” e, in questa categoria, mi perdonino i credenti, si collocano TUTTE le esperienze fuori dall’ordinario: apparizioni di fantasmi, visioni della Madonna, contatti con extraterrestri, premonizioni, ricordi di vite precedenti, ecc.
Nessuna di queste persone ha una vita particolarmente disagiata: se stai cercando di procurare un tozzo di pane ai tuoi figli non hai tempo per le visioni.
Nessuna di queste persone ha una vita particolarmente gratificante ed è pienamente soddisfatta di ciò che è e di quello che fa.

Si situano tutte in una fascia che potremo definire di medietà (o, a voler essere sgradevoli, di mediocrità) con, però, in comune anche il forte bisogno di distinguersi, di sentirsi in qualche modo “diversi” e speciali, pur sostenendo la loro assoluta normalità.
In altre parole a queste persone accadrebbero, come qualità e quantità, le stesse esperienze di chiunque, ma sarebbero più portate a “vedere segni” là dove esiste solo la casualità, a dare significati ad episodi di per sé spiegabili con l’ordinaria legge della statistica, ad interpretare gli accadimenti secondo uno schema deciso a priori.

Credo che molti di voi sarebbero sorpresi nel sapere come funziona (o non funziona) veramente la mente umana…
Nel suo secondo (o terzo, non ricordo) viaggio verso quelle che allora si chiamavano le Indie Occidentali, Cristoforo Colombo sbarcò con la scialuppa, lasciando i galeoni al largo della costa. Fu accolto da indigeni amichevoli che volevano sapere se avesse attraversato il mare su quella barchetta. Egli negò, indicando loro le navi che erano lì, in bella vista… Ma gli indigeni americani… non le vedevano! Erano oggetti talmente fuori dalla loro esperienza che gli occhi registravano l’immagine e la trasmettevano al cervello, ma questo non era in grado d’interpretarla, di incasellarla in qualcosa di conosciuto e, quindi, semplicemente, la rifiutava. Solo dopo molti tentativi, descrivendo le navi pezzo per pezzo e ricorrendo a paragoni ( “le vele sono grandi teli, come quelli delle tende da campo… lo scafo è come questa barca, ma molto più grande…) gli “indiani” videro le navi e, da quel momento, non ebbero, ovviamente, più problemi a farlo immediatamente.
Il nostro cervello può non farci vedere qualcosa che c’è, può farci vedere cose che non ci sono affatto, può “inventare” collegamenti tra cose che sono slegate tra di esse… e, cosa più importante, se la nostra mente pensa che sia vero, per noi non esiste altra verità.

Il giorno (per rifarmi ad un post precedente) che vedrò un asino volare… non mi basterà ancora: andrò a chiedere conferma a qualcun altro se lo vede anche lui.
E farò molta attenzione a scegliere una persona che abbia problemi diversi dai miei… o rischieremo soltanto di confermarci a vicenda nelle nostre illusioni.

venerdì 15 giugno 2007

SUPPLEMENTO 2


Vorrei parlarvi del Figlio di un Dio, nato il 25 Dicembre da una donna vergine alla presenza di un gruppo di pastori ed al quale furono portati in dono oro, incenso e mirra.

Venuto sulla Terra Egli insegnerà che l’anima è immortale, che esistono un Paradiso in cui vanno le anime dei Beati ed un Inferno popolato da demoni torturatori ed introdurrà il battesimo come forma di purificazione… Stabilirà, inoltre, che la Domenica è il giorno sacro dedicato al Signore e che il capo della sua Chiesa porterà il titolo di Pater Patrum, poi abbreviato in Papa…

Potrei continuare, ma credo che, a questo punto, siate sicuri d’aver capito di chi sto parlando, vero?

Sbagliato.

Sto parlando del Dio Mithra, una divinità dell’Induismo e, poi, della civiltà persiana, i cui primi riferimenti storici risalgono a 1.400 anni prima di Cristo.

Il suo culto fu introdotto a Roma prima del Cristianesimo e, per molto tempo, godette di un ampio favore, in particolare tra i Legionari e, in una certa misura, gli schiavi.

Mettiamola così, amici miei: se quella mattina del 28 ottobre dell’anno 312 dopo Cristo l’imperatore Costantino fosse sceso dal letto con l’altro piede, oggi l’occidente del mondo sarebbe mitraico, anziché cristiano.

La fede, talvolta, è troppo soggetta a variabili geografiche o storiche…

SUPPLEMENTO


Va bene.
Mi ci sento un po’ trascinato per i capelli e obtorto collo…ma tant’è: ho voluto la bicicletta e, ora, mi tocca pedalare.

Lasciamo da parte per un momento la Chiesa Cattolica, i suoi difetti ed i suoi pregi, e proviamo ad andare alle radici, ovverosia a parlare della fede.
Badate: non mi riferisco unicamente alla fede in questa o quella divinità, ma proprio al concetto di fede, ovvero alla “adesione incondizionata ad un fatto, ad un’idea, determinata da motivi non giustificabili per intero dalla ragione” ( dallo Zingarelli).

Ora provate a seguirmi… Se una persona vi dicesse: “Ho le prove che gli asini volano… e queste prove consistono nel fatto che io ti dico che gli asini volano!” probabilmente vi fareste una risata o ve ne andreste considerandolo quanto meno uno sprovveduto.

Perché, allora, nel caso della fede religiosa, un simile atteggiamento di accettazione acritica dev’essere considerato una virtù?

Il mio Dio è quello giusto…e la prova è che te lo dico io che sono stato incaricato dal mio Dio…che è quello giusto! Inoltre la prova che parlo a nome di Dio sta nel fatto che io lo affermo…” è poi così differente dall’asserzione sugli asini volanti?

Di fronte alla contestazione di questi falsi sillogismi autoreferenziali, abitualmente, la risposta di chi ha fede diventa: “Tu puoi dire quello che vuoi: io credo e basta!” Il che, ovviamente, mette fine a qualsiasi discussione: per confrontarsi bisogna essere disposti ad usare la ragione, a paragonare tesi e prove; chi ha fede (l’adesione incondizionata ad un’idea non giustificabile dalla ragione, appunto) non ha alcun interesse o volontà nel farlo e, di conseguenza, qualsiasi discussione in merito, anche la più civile, non ha significato: qualsivoglia argomentazione logica s’abbatte contro il muro incrollabile di una decisione aprioristica che non può essere scalfita da nulla al mondo.

La dimostrazione logica dell’esistenza o meno di una divinità è una contraddizione in termini; ergo: dibattere tra chi ha fede e chi crede nella ragione non ha alcun senso e può portare solo all’esasperazione delle reciproche posizioni.

Facciamo così: coloro che hanno fede discutano tra di loro, magari per decidere se il Dio in cui credono è quello di Abramo, di Gesù o di Maometto… ed i propugnatori della ragione, pur continuando com’è loro diritto a rivendicare dignità e rispetto per il loro agnosticismo od ateismo che sia, la smettano di cercare di convertirli al pensiero razionale che, in fatto di fede, è utile più o meno come una bicicletta per un pesce.

Per quanto mi riguarda, come mi è capitato spesso di dire, sono pronto a credere anche che gli asini possano volare.

Ma, prima, dovete farmene vedere almeno uno.

UN'OPINIONE

Avevo intenzione, in realtà, di parlare più del metodo di discussione che del merito della stessa, ma, a questo punto, dopo le polemiche più o meno garbate che hanno coinvolto un po’ tutti, se lo facessi sembrerei sfuggire il confronto, quasi volessi mantenere una neutralità super partes… atteggiamento che non mi appartiene.
Pertanto entrerò nel merito, almeno per quanto lo consente il mezzo di comunicazione che usiamo, riservandomi di parlare del metodo semmai in un secondo tempo.
Come “linea guida” farò riferimento in particolare agli ultimi commenti di Elys, anche perché è quella che si è sentita più coinvolta personalmente dalle critiche alla religione in generale ed alla Chiesa Cattolica in particolare.

“La Chiesa è un'istituzione religiosa e come tale ha le sue leggi e suoi dogmi da rispettare”… dice Elys…e, aggiungo io, ne ha pieno diritto… a patto che non voglia imporli a chi non li condivide.
La Chiesa è contro il divorzio? Niente da ridire: può anche affermare che coloro che sciolgono un matrimonio passeranno l’eternità tra le fiamme dell’inferno, è di sua competenza. Ciò che, al contrario, non ha il diritto di fare è mobilitarsi per impedire che una legge dello Stato che consente il divorzio venga approvata (ricordate i "bravi parroci di campagna" che facevano comizi dai pulpiti?) o tentare di farla abrogare. E questo, badate bene, non tanto perché si tratti di un’interferenza, quanto perché viola quel principio di libertà individuale cui facevo cenno in altra occasione: io non obbligo nessun Cattolico a divorziare; perché i Cattolici lo vogliono impedire a me?
A ben vedere la questione è tutta qui: la Chiesa Cattolica (come anche le istituzioni delle altre due religioni monoteiste) ha la convinzione di possedere una Verità Rivelata e di avere il diritto/dovere d’imporla anche a chi non la condivide e questo, dal mio punto di vista, non è accettabile… e non è nemmeno ecumenico.
Quando verrete a trovarmi, qui nella Contea, scoprirete che nella mia libreria, tra i tanti volumi, ci sono tutti i libri sacri delle principali religioni: il pensiero dell’Uomo m’interessa in ogni sua forma e, quindi, mi sono preso la briga di leggere la Bibbia ed i Vangeli, il Corano, la Torah ed il Talmud, le Sri Isopanisad induiste, testi di varie correnti del Buddhismo, il Bardo-Todol tibetano, testi sulla spiritualità sciamanica o su quella dei Nativi Americani, ecc.
Credo, senza false modestie, di poter dire che, in materia, non sono uno sprovveduto.
Alla luce di ciò mi sento anche di affermare che la Chiesa Cattolica può essere considerata tollerante e permissiva…solo se paragonata agli integralismi dell’Islam o dell’Ebraismo, ovvero della religione originale da cui è nata e dalla sua successiva evoluzione. A paragone, invece, della maggioranza delle altre fedi, le tre religioni monoteistiche sono le più assolutiste, e considerare l’operato della Chiesa tollerante e permissivo solo perché si paragona a quello di fanatici religiosi oscurantisti non è molto corretto.
Mi piacerebbe infinitamente poter evitare di occuparmi di ciò che la Chiesa dice o di quello che mette in atto; per farlo, però, occorrerebbe che la Chiesa stessa non uscisse costantemente dall’ambito della “cura delle anime”, che dovrebbe essere il suo compito, per invaderne altri… e non parlo solo della politica. I Cattolici vogliono credere nella Creazione? Nel fatto che le specie di animali sono immutabili? Ancora una volta liberi di farlo; ma non liberi di cercare d’impedire l’insegnamento delle teorie evoluzioniste nelle scuole, come accade in alcuni stati degli USA e come si è proposto anche in Italia… In fondo dovrebbero essere passati un po’ di anni da quando al povero Galileo fu imposto d’affermare che era il Sole a girare attorno alla Terra, eppure la Chiesa tenta ancora di dire alla Scienza cosa e come deve pensare. Anche questo non mi sta bene.
Dirò di più: non dovrebbe star bene in primo luogo ai Cattolici! Dovrebbero essere i primi a dire alle gerarchie ecclesiastiche: “Occupatevi delle anime…e lasciate stare il resto”.
Così come dovrebbero essere i primi ad indignarsi e protestare con forza di fronte non tanto ai diffusi casi di pedofilia tra i sacerdoti (che sono uomini e, per di più, costretti ad una castità non sempre desiderata) quanto al tentativo di garantire a questi personaggi una sorta d’immunità grazie al loro abito talare.
Se i buoni Cattolici vogliono evitare che gli anticlericali si scaglino contro la Chiesa per episodi del genere… lo facciano loro per primi, si facciano portatori di una ventata di rinnovamento… toglieranno forza alle armi ai loro avversari.
Ma non si può fare perché, in materia teologica, il Papa è infallibile!
Questa non la capisco, scusate.
Papa Pio X, agli inizi del secolo scorso, stabilì che le anime dei bambini non battezzati venivano indirizzate al Limbo; il Papa attuale ci ha informati che il Limbo non esiste e le anime dei bambini non battezzati vanno comunque in paradiso. Due Papi infallibili che affermano due cose contrarie?
Il problema, quando si parla in particolare della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, è che parliamo di tutto e del contrario di tutto: nella Chiesa ci sono e ci sono stati i preti-operai e quelli confindustriali, i Francescani ed i Gesuiti, quelli che nella Seconda Guerra Mondiale salutavano romanamente e benedicevano medagliette con la scritta “Dio stramaledica gli Inglesi” ed i preti-guerriglieri dell’America Latina, i Giordano Bruno e quelli che lo hanno bruciato vivo, i Cattolici dell’I.R.A. irlandese e quelli dell’Opus Dei spagnola… Ma i “buoni Cattolici” (buoni dal mio punto di vista, s’intende) dovrebbero smetterla di cercare di difendere ad ogni costo anche ciò che non è difendibile e che, per di più, sarebbe in primo luogo loro interesse debellare e sradicare.
Dire che nel Clero ci sono tante brave persone non può diventare la foglia di fico che copre le vergogne.
Elys dice che lei non obbliga nessuno a credere in Dio (e intende nel Dio dei Cattolici, ovviamente) e sono certo che per lei è così… Purtroppo la tendenza ad imporre le proprie idee è, invece, radicata in molti rappresentanti della Chiesa e, in merito, avrei un gran numero di significativi esempi che, per il momento, vi risparmio e che sciorinerò solo se costretto.
C’è poi un particolare che mi ha molto sorpreso, arrivando da una persona che mi è parsa sempre sensibile e delicata…quando non si affronta il tema della religione: affermare tautologicamente che la persona che è in disaccordo con noi ha la mentalità chiusa e si basa su una logica errata… intanto non è un argomento ma, appunto, solo un’affermazione; in secondo luogo è una vera e propria aggressione personale: è come dire “io con te non ci parlo perché sei stupida”… e questo non è carino, vero?
D’altra parte, quando si tocca questo tema, in molti fanno fatica a mantenersi equilibrati: lo abbiamo visto anche con l’Abietto che, dopo aver dato prova di grande misura quando si parlava di pedofilia, arrivando giustamente a mettere in guardia contro i nefasti effetti di ogni crociata… quando si sfiora l’argomento “Chiesa” prende lui stesso toni da crociato, investito dal Sacro Fuoco della Ragion Pura!
E tutto ciò è solo aria fritta, bassa macelleria… Ben più importante sarebbe parlare (se lo si potesse fare con delicata calma) delle ragioni psicologiche profonde che stanno alla base delle scelte (religiose, ateistiche, agnostiche) degli individui…
In ogni caso, per rispondere anche all’Abietto che aderirebbe al fantomatico Partito solo se certo di non trovarsi in quella che, per lui, è una cattiva compagnia, aggiungerò che la discriminante è che le opinioni personali non interferiscano con le scelte di carattere eminentemente politico: in altre parole se una persona la pensa come me su cosa accidenti fare per evitare che questo pianeta vada del tutto a puttane o, più modestamente, su come dare ai giovani di questo Paese un futuro decente ed agli anziani una pensione decorosa… poi, nel suo privato, può anche passare la notte ad offrire fiori di ibisco alla Dea Ishtar, adorare il Mostro Volante a Forma di Spaghetti o comunicare telepaticamente con gli Alieni e, sino a che non mi viene a dire che gli Alieni vorrebbero conoscere il mio numero di carta di credito, a me sta bene.
Perché, sempre a proposito di libertà individuale, può anche darsi che alcune convinzioni abbiano più dignità di altre… ma non sarò certo io a decidere quali, così come non voglio che nessuno lo decida per me.

E adesso, se vi riesce, controllate la bagarre… prima o poi vorrei tornare a parlare di cose importanti.

giovedì 14 giugno 2007

BENE. BRAVI. SETTE PIU'


Una sessantina di siti filo-pedofili sono stati oscurati.

Bene.

Un’ondata d’indignazione internazionale ha soffocato sul nascere il famigerato “Boy Love Day”.

Bravi.

Autorevoli personalità del mondo della politica, dello spettacolo, dello sport e migliaia di comuni cittadini (me compreso) hanno firmato la petizione contro questa aberrante iniziativa.

Sette più.

Io non sono nessuno e la mia voce posso, a stento, farla udire solo ai pochi intimi che transitano su questo blog.
Se possedessi un quotidiano, un settimanale o, magari, tre o quattro reti televisive, sceglierei questo momento per dire qualcosina…

Nel mondo ci sono circa 250.000.000 (sì: duecentocinquanta milioni…più di ottanta città come Roma e dintorni) di bambine e bambini sotto i 14 anni costretti a lavorare come schiavi anche novanta ore a settimana per sopravvivere.

Forza, autorevoli personaggi e comuni cittadini: firmate una petizione per mettere fine per sempre a questa infamia.

Voglio vedere i manifesti “FERMIAMO GLI ORCHI” con , al centro, l’immagine di una scarpa della “Nike” , della “Adidas” o della “Reebock”…

Voglio sentire l’indignazione che vi pervade se pensate ai prodotti farmaceutici della “Bayer”…

Voglio una generale levata di scudi contro i giocattoli della “Chicco”…

Altrimenti sapete cosa accadrà?

Immaginiamo che il sacro fuoco della nostra rabbia possa spazzar via per sempre dal pianeta l’osceno orrore della pedofilia... (non è così, ma immaginiamolo).

La piccola Rungruang, di anni 7, nata a Bangkok, non sarà più costretta per guadagnare pochi dollari a subire le oscene ed umilianti carezze di un ingegnere di Bergamo, di un impiegato di Milwaukee o di un allevatore di pecore dei dintorni di Canberra…e sarà libera di farsi strappare l’infanzia e la vita in uno scantinato umido, per sedici ore al giorno, per cucire i palloni di cuoio con cui faremo giocare i nostri figli.

Vi sentite meglio, ora?

“Quando il rispetto per l’uomo si sta sgretolando
questo grande pazzo mondo è veramente troppo frustrante.
E dimmi, amico, ancora ed ancora:
non credi che siamo al principio della fine?”

Barry McGuire – Eve of destruction

martedì 12 giugno 2007

LA GATTA FRETTOLOSA PARTORI' GATTINI CIECHI


Come hanno potuto notare i malaugurati frequentatori di questo blog, il gioco dell’estate consiste nel fondare il Partito del Futuro.
Alcuni degli aderenti della prima ora premono per accelerare i tempi… ed io, per non abbandonare il mio stile, rispondo con l’immancabile aneddoto…


Un giovane che voleva apprendere l’Arte della Spada chiese un giorno al suo Maestro quanto tempo gli ci sarebbe voluto per diventare veramente capace.

“Forse cinque anni” rispose il Maestro.

“Ma se io mi impegno moltissimo?” domandò ancora il giovane.

“Allora ce ne vorranno dieci” .

Sconcertato il ragazzo replicò:
“Forse non mi sono spiegato, Maestro. Quanto ci vorrà se io faccio dell’Arte della Spada l’unico scopo della mia vita?”

“In questo caso" – rispose il Maestro – “non ti basterà tutta la vita…”

Quando raccontavo questa storiella a dei ragazzi…facevano fatica a comprenderla, ma un semplice esempio chiariva loro il concetto.

“Vedete” – dicevo loro – “Voi studiate inglese a scuola. Se lo studiate solo per superare l’esame vi basteranno tre anni. Se decidete che, da grandi, volete fare gli interpreti, dovrete studiarlo per altri quattro o cinque… Se, poi, volete fare dello studio dell’inglese lo scopo della vostra vita… allora non finirete mai di studiarlo…”

Così, alla fin fine, quanto tempo occorrerà per completare una qualsiasi opera dipende, in buona sostanza, da quanto l’amiamo.

lunedì 11 giugno 2007

ORGOGLIO PEDOFILO? NO, GRAZIE.


Come certamente già saprete il prossimo 23 Giugno è stato organizzato il “Love Boy Day”, la “giornata dell’orgoglio pedofilo”.

Molti siti amici si sono già scagliati contro l’iniziativa: Fabio, su http://italianiestero.blogspot.com/ , lascia libero sfogo alla sua indignazione, arrivando a prospettare soluzioni molto drastiche contro chi molesta dei fanciulli; Elena, su http://solleviamoci.blogspot.com/ , è più riflessiva e lascia spazio ad un buon articolo di Baldoni che merita d’essere letto; altri, ne sono certo, si aggiungeranno…

Da parte mia vorrei dare un contributo meditato, quanto più “tecnico” possibile…e non certo perché la cosa non mi coinvolga emotivamente, quanto perché nessun fenomeno complesso può trovare una soluzione “umorale”… Come si diceva: “Ogni situazione complicata ha una soluzione semplice. Ed è quella sbagliata”.

Ciò che noi siamo è frutto di un complesso e molto personale intreccio dialettico tra genotipo e fenotipo; ovvero tra la "programmazione” inscritta nel nostro DNA e l’influenza dell’ambiente e delle esperienze.
La pulsione sessuale è presente sin dalla nascita… ma la scelta dell’oggetto del nostro desiderio sessuale, al contrario, avviene in base ai nostri vissuti esperienziali.
Accade così che un’educazione sessuofobica, ad esempio, possa spingere a considerare il sesso come “cosa sporca” ed a vedere nell’innocenza dei bambini l’unica possibilità di soddisfare le proprie pulsioni in modo “puro”, senza insudiciarsi…
Con anche maggior frequenza la pedofilia viene indotta da personali esperienze di molestie subite in verde età, vissute da un lato con senso di colpa e, dall’altro, come “attenzioni” che hanno, comunque, gratificato il proprio bisogno d’accettazione: circa l’ottanta per cento dei pedofili sono ex bambini molestati…

Ora: provare desiderio sessuale per chi non abbia ancora sviluppato proprio le cosiddette caratteristiche sessuali secondarie, proprie dell’età dello sviluppo, è con tutta evidenza una deviazione… un po’ come quella di chi desidera mescolare il dolore o l’umiliazione al piacere o di chi confonda la parte con il tutto e si ecciti leccando una scarpa dal tacco alto.
Con una importante differenza: che l’esercizio della pedofilia non avviene tra adulti consenzienti ed alimenta una spirale deviante, spingendo altri bambini molestati a divenire dei potenziali adulti molestatori.

La pedofilia è un disturbo psichico della sfera sessuale e come tale va trattata: rivendicare il proprio diritto (o, addirittura, il proprio orgoglio) ad essere pedofili è, all’incirca, come esigere rispetto per la propria schizofrenia e le proprie pulsioni antisociali… più o meno come se si organizzasse un “Serial Killer Pride Day”, il giorno dell’orgoglio assassino.

Detto questo vorrei far riflettere su alcuni fatti inquietanti…
La stragrande maggioranza delle molestie su minori avviene in ambito famigliare o parentale… con buona pace degli strenui difensori della famiglia tradizionale. La quasi totalità dei bambini potenziali vittime di molestie ed abusi hanno significativi problemi di accettazione, si sentono trascurati dai genitori, sono figli di padri assenti, madri frigorifero, genitori troppo presi, in qualche modo, da se stessi. Se il molestatore è un membro della famiglia o del suo entourage il bambino cerca, cedendo agli approcci, di conquistarsi l’attenzione e l’amore che non riceve “normalmente”; se si tratta di un estraneo il discorso non cambia: il bambino cerca fuori dall’ambito famigliare quell’interesse che non riesce a suscitare nei genitori. In una certa misura il bambino diventa complice del suo molestatore: è consapevole di “fare una cosa brutta”, che dev’essere nascosta, però ne ricava l’appagamento del suo bisogno d’essere accolto…

Tutto questo per dire una cosa sola: per “tenere al sicuro” i nostri figli dagli approcci dei pedofili non c’è metodo migliore che dar loro quelle attenzioni, quell’amore, quella considerazione di cui hanno un disperato bisogno.

La pedofilia si cura con metodologie psicologiche… ma si sconfigge a partire dalla costruzione di un rapporto affettivo ed aperto con i nostri figli.